Il Gran Premio d'India (Indian Grand Prix) si disputa sul tracciato 'Buddh International Circuit' nella regione di Greater Noida in India.
Nascita del circuito
Nell'ottobre del 2008 la Formula One Administration pagò 1600 crore alla JPSK Sports Private Limited per costruire un circuito di Formula 1 a Noida; la JPSK è un'azienda che fa capo alla Jaiprakash Associates (74%) e Sumeer Kalmadi (figlio di Suresh Kalmadi presidente del Comitato Olimpico Indiano) proprietario della Sulba Realty Private Limited (13%) e della Trackwork International Pvt Ltd (13%), sita a Delhi.![]() |
| Hermann Tilke |
Il costo stimato per la costruzione è stato di circa 10 miliardi di INR (circa 160 milioni di euro), e lo stesso è stato completato nel maggio 2011. Il tracciato, progettato da Hermann Tilke ha una lunghezza di 5,14 km ed occupa una superficie di 354 ettari.
JPSK non ha pagato i terreni sui quali è costruito il circuito, pagamento che è stato fatto dalla FOA nella misura di 30 milioni di euro/anno per i prossimi 10 anni.
Il 18 ottobre 2011, circa due settimane prima della prima gara prevista sul tracciato, una Red Bull RB5, condotta dallo svizzero Neel Jani è la prima vettura di Formula 1 a percorrere la pista.
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| Neel Jani sul circuito del gp d'India |
In occasione della prima edizione della corsa, la Squadra Corse della CEA ha visionato e supportato l'organizzazione in merito ai servizi antincendio e ha rilasciato una relazione su interventi futuri e possibili migliorie.
Polemiche
Il gran premio viene minacciato dalla proteste degli agricoltori della zona che accusano gli organizzatori di aver utilizzato dei metodi non corretti per l'acquisto dei terreni, nonché di aver pagato degli indennizzi troppo bassi.Tre settimane prima dell'evento gli stessi agricoltori hanno organizzato un sit in nei pressi del circuito per evidenziare la loro protesta. Gli organizzatori hanno però risposto affermando di aver speso 400 milioni di $ per la gara e che non vi saranno problemi il giorno del gran premio in ordine alla sicurezza.
Un altro tema di discussione è stato rappresentato dalla tasse doganali, imposte alle scuderie per far entrare nel Paese i loro materiali. Gli organizzatori si erano interessati affinché il circuito potesse diventare un'area duty free. Tale proposta però non è stata accettata dalla autorità indiane.
È stato poi affermato che, in accordo alla legislazione fiscale indiana, il governo locale avrebbe potuto chiedere una parte degli introiti che le scuderie ottengono per il gran premio. Questa ipotesi ha portato anche a immaginare che le scuderie potessero boicottare tale evento, anche se poi tale minaccia è stata fatta rientrare.
In seguito a tutte queste proteste il governo indiano ha stabilito di non chiedere il pagamento di nessuna tassa per il gran premio.
Un ulteriore problema è sorto in merito alla concessione dei visti a piloti e scuderie. Nico Rosberg e parte dell'HRT hanno affermato di aver visto rifiutate le loro richieste di visto per la gara.
Nonostante i problemi si riuscì alla fine ad iniziare l'evento, disputato il 30 ottobre 2011 come 17a gara del Campionato mondiale di Formula 1 2011.
Anche l'edizione dell'anno successivo fu vittima di polemiche: il Gran Premio d'India 2012 fu ostacolato con un'azione di boicottaggio da parte dell'Italia promossa dal Movimento Politico Alternativa Tricolore, che a firma del suo Segretario Nazionale Luigi Cortese, chiese ai suoi connazionali di non guardare il Gran Premio, come forma di protesta verso l'incarcerazione dei due Fucilieri della Marina Militare Italiana da parte delle autorità del Kerala, cosa che alla fine non avvenne.
Descrizione del tracciato
Il circuito è stato elogiato da piloti, tra cui Lewis Hamilton, che l'ha paragonato al classico tracciato di Spa-Francorchamps.Una delle sezioni più importanti del circuito è la serie di curve 10-11-12 da effettuare in sequenza, che è stata paragonata alla curva 8 del circuito di Istanbul Park in Turchia e che prevede un elevato carico generato sui pneumatici.
A differenza della curva 8 di Istanbul però questa si stringe in uscita ed è una curva a destra in senso orario. Fin dalla nascita del circuito si era previsto che questo diventasse uno dei punti principali di sorpasso della pista. Il rettilineo principale misura ben 1060 metri, risultando come uno dei più lunghi in F1, così come la pitlane lunga più di 600 metri. Il tempo speso nella pitlane è un fattore importante nel determinare la strategia per questo gran premio.
Il tempo sul giro previsto per una vettura di Formula Uno prima che scendessero in pista si aggirava attorno a 1'27''020, ad una velocità media di 210,03 kmh (131 mph).
Ci si aspettava che alla fine del lungo rettilineo posto tra le curve 3 e 4 si potessero raggiungere velocità massime di circa 318 km/h (198 mph).
Nelle prove ufficiali del 2011, Sebastian Vettel ha girato in un tempo di 1'24''178 , battendo i tempi previsti dal produttore di pneumatici Pirelli.
Il pilota della Scuderia Toro Rosso Jaime Algersuari quell'anno raggiunse al detection point una velocità di circa 324,2 chilometri all'ora superando di ben 6 km/h le aspettative.
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| Sebastian Vettel, vincitore delle 3 edizioni del Gp d'India |
Vincitori precedenti edizioni:
2011 – Sebastian Vettel (Red Bull)2012 – Sebastian Vettel (Red Bull)
2013 – Sebastian Vettel (Red Bull) - Resoconto




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