Il team Jordan Grand Prix, fondato da Eddie Jordan nel 1991 ha gareggiato
in Formula 1 fino al 2005 raccogliendo in totale 4 vittorie. Grazie a
questa scuderia esordirono in Formula 1 Rubens Barrichello (che regalò
alla Jordan la sua prima pole position), Eddie Irvine, Ralf
Schumacher e soprattutto Michael Schumacher (che disputò nel team
britannico una sola gara prima di approdare alla corte di Flavio
Briatore in Benetton).
Storia
Prima della Formula 1
| Eddie Jordan |
Nel 1980 l'ex pilota irlandese Eddie Jordan fondò
la scuderia Eddie Jordan Racing, facendo correre le sue vetture
nella F3 britannica.
Nel 1983 il giovane pilota inglese Martin Brundle (futuro
pilota in Formula 1 con Benetton, Ligier e Williams) sfiorò il
titolo, battuto dal promettente brasiliano Ayrton Senna.
La Eddie Jordan Racing riuscì a coronare i suoi sogni iridati nel
1987 grazie all'inglese Johnny Herbert.
Forte dei buoni risultati ottenuti Eddie Jordan, nel 1988 iscrisse
la scuderia nel campionato internazionale di Formula 3000, e
dopo una buona annata iniziale con Herbert, nel 1989 conquistò
il titolo piloti grazie al francese Jean Alesi, che lo stesso anno
esordì in Formula 1 con la Tyrrell.
I successi ottenuti sul finire degli anni '80 furono il preludio del passaggio della scuderia irlandese in Formula 1. Nel 1990 Jordan richiese alla FIA la partecipazione della sua scuderia in Formula 1. Verso la fine dello stesso anno l'autorizzazione gli fu accordata e Jordan contattò come progettista l'ingegnere Gary Anderson, che nel 1988 gli aveva soffiato il titolo in Formula 3000. Il team fu chiamato Jordan Grand Prix.
Formula 1
1991
| Bertrand Gachot sulla 191 |
Fu l'esperto John Watson a testare per primo la Jordan 191, prima
vettura della scuderia preparata per il mondiale di F1. In seguito il
patron irlandese assunse l'italiano Andrea De Cesaris (forte
dell'appoggio della Marlboro) e il belga Bertrand Gachot, al suo
terzo anno in Formula 1 dopo aver guidato le poco potenti Onyx, Rial
e Coloni.
Le prime gare non furono molto facili per il team, perché spesso
a buone qualifiche si contrapponevano gare disastrose, causate da
guasti o da uscite di pista.
Dal Gran Premio del Canada però, la scuderia cominciò
a ottenere punti, con De Cesaris quarto e Gachot quinto. L'italiano
riuscì anche nella gara successiva del Messico a bissare il
risultato, nonostante fosse rimasto senza benzina nel corso
dell'ultimo giro, cosa che gli costò un iniziale squalifica per aver
provato a spingere la macchina fino al traguardo. La FIA in seguito
accolse l'appello di Jordan che fece leva sul fatto che De Cesaris
stesse spostando la vettura solo per ragioni di sicurezza. In Gran Bretagna Gachot arrivò sesto e in Germania ambedue i
piloti giunsero di nuovo a punti.
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| Schumacher esordisce nel Gp del Belgio 1991 |
Schumacher riuscì subito a mettersi in luce qualificandosi in
settima posizione e mettendosi alle spalle piloti molto più esperti
di lui con macchine molto più competitive della piccola Jordan. Il giorno dopo però il tedesco ruppe la frizione al via
vanificando il risultato del giorno prima.
L'altro scudiero del team, il romano Andrea De Cesaris si comportò
molto bene in gara, issandosi a lungo al secondo posto e arrivando ad
insidiare il leader della corsa Ayrton Senna, afflitto da problemi al
cambio. Ma proprio quando la vittoria sembrava ad un passo, la 191
cedette, provocando così il ritiro del pilota italiano.
Prima della gara successiva a Monza, la Benetton ingaggiò Michael
Schumacher girando il brasiliano Roberto Moreno al team irlandese. L'esperto brasiliano corse però solo due gran premi, venendo poi
sostituito dal giovane italiano Alex Zanardi proveniente dalla
Formula 3000, in cui lottò fino all'ultima gara per il titolo
giungendo secondo nella classifica finale beffato per soli 5 punti da
Christian Fittipaldi. La scuderia irlandese chiuse la stagione di debutto al 5° posto
del mondiale costruttori con 13 punti ottenuti e con i due quarti
posti di De Cesaris come miglior risultato.
Il passaggio ai motori Yamaha (1992)
Nel 1992 Jordan ottenne il supporto finanziario della
Sasol (petroliere sudafricano) e della Barclays, più il
supporto tecnico (e soprattutto economico) della Yamaha, che
fornì il suo motore V12 dimostratosi competitivo alla fine della
stagione precedente.
Il telaio invece era un'evoluzione del già ottimo modello 191,
con un muso ancor più rialzato. I piloti erano Stefano
Modena (autore di una buona stagione con la Tyrrell)
e Maurício Gugelmin (in crisi di risultati dopo una
stagione travagliata alla Leyton House, ma forte di un munifico
sponsor); a De Cesaris e Zanardi non fu rinnovato il contratto per
mancanza di fondi.
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| Stefano Modena sulla Jordan nel 1992 |
Purtroppo per la scuderia il nuovo motore si rivelò molto pesante compromettendo l'eccellente equilibrio che era stato raggiunto l'anno precedente con il più compatto V8 Ford. I problemi al nuovo cambio sequenziale introdotto quell'anno fecero il resto provocando numerosi ritiri nel corso della stagione. Solo nell'ultima gara stagionale in Australia Modena fu in grado di ottenere un punto, mitigando la delusione in seno alla squadra.
Il passaggio ai motori Hart (1993-1994)
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| Barrichello sulla Jordan Hart nel 1993 |
Al suo posto venne preso Thierry Boutsen, molto gradito allo sponsor Barclays ma troppo alto per il telaio progettato da Anderson; il belga collezionò solo amarezze e si ritirò dopo il Gran Premio del Belgio, venendo sostituito dagli italiani Marco Apicella e da Emanuele Naspetti.
Nel penultimo appuntamento del Mondiale Rubens Barrichello riuscì finalmente a conquistare due punti, giungendo quinto al traguardo davanti al nuovo compagno di squadra Eddie Irvine che sostituì l'italiano Naspetti dal gran premio del Giappone. Il nordirlandese proveniente dalla F3000 giapponese si mise subito in luce, rendendosi protagonista di un sorpasso in gara ai danni di Ayrton Senna (che si trovava in testa inseguito dalla Williams di Alain Prost) nel tentativo di sdoppiarsi, causando le ire di quest'ultimo con cui sfiorò una rissa nel dopo gara. La scuderia irlandese quindi chiuse il 1993 con 3 punti, issandosi al 10° posto della classifica costruttori.
1994
Nel 1994 venne confermata la coppia Barrichello-Irvine. Per il
secondo anno consecutivo il team irlandese usufruì della
motorizzazione di Brian Hart. I progressi della nuova vettura emersero già dalla prima gara con
Barrichello che riuscì a rimontare fino alla quarta posizione dopo
essere partito dalla quattordicesima posizione in griglia. Tutt'altra
storia per il suo compagno di squadra Irvine che venne squalificato
per 3 gran premi dopo aver causato un incidente che coinvolse Jos
Verstappen e Martin Brundle.
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| Il maxi incidente causato da Irvine nel Gp del Brasile |
La sua vettura fu affidata al giapponese Aguri Suzuki per il Gran
Premio del Pacifico, mentre nelle due gare successive Jordan richiamò
l'italiano Andrea De Cesaris, che accettò con entusiasmo l'incarico
arrivando al gran premio di Montecarlo in quarta posizione. Barrichello nel frattempo confermò il suo ottimo inizio di
stagione nel Gp del Pacifico dove riuscì a salire sul gradino più
basso del podio regalando il primo podio alla scuderia di Eddie
Jordan.
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| L'incidente di Barrichello a Imola |
Nel gran premio successivo però il brasiliano fu costretto a
salutare la compagnia il venerdì, uscendo rovinosamente di pista e
impattando contro una barriera di pneumatici a bordo pista e
rimediando un ingessatura al braccio. Barrichello rientrò due settimane dopo nel Gran Premio di
Montecarlo dove fu costretto al ritiro.
A coronamento di una buona stagione, il pilota brasiliano conquistò la
pole position al Gran Premio del Belgio, grazie ad un'ottima
strategia che gli permise di staccare il tempo a pochi secondi dalla
fine, quando la pista andava asciugandosi mentre gli altri piloti
avevano già completato il loro numero di giri disponibili per poter
realizzare tempi cronometrati e risultando all'epoca come il pilota
più giovane ad aver mai realizzato una pole position.
A fine anno il team eguagliò il risultato del 1991
classificandosi quinto nel Mondiale Costruttori con ben 28 punti
raccolti.
Il passaggio ai motori Peugeot (1995-1997)
La Peugeot appoggiò quindi il team irlandese fornendo
gratuitamente i propri motori e sponsorizzandolo insieme al
petroliere francese Total, consentendo così un notevole aumento del
budget.
Nonostante i buoni propositi però il progetto stentò a decollare
con 0 punti raccolti nei primi tre gran premi dell'anno.
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| Podio Montreal 1995: Barrichello e Irvine al 2° e 3° posto |
Dopo la gara di Montreal arrivarono altri 5 piazzamenti nei primi
6 posti che consentirono al team di chiudere in 6° posizione nella
classifica costruttori con 21 punti.
Il 1995 fu l'ultimo anno in Jordan per Eddie Irvine che fu
acquistato dall'ambiziosa Ferrari che con l'acquisto di Michael
Schumacher e di altri uomini di punta della Benetton (scuderia
dominatrice dei mondiali 1994 e 1995) puntava ad un ritorno al
vertice.
1996
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| Il terribile incidente di Brundle |
La stagione cominciò per la Jordan con un terribile incidente a
Martin Brundle nel GP d'Australia, dove la sua vettura decollò
su quella di Herbert, capottandosi. Fortunatamente il pilota uscì
illeso, riuscendo addirittura a rischierarsi nella seconda partenza
della gara di Melbourne.
I primi punti furono poi conquistati da Barrichello al Gran
Premio d'Argentina e in tutto furono 22, di cui 14 del
brasiliano e 8 dell'inglese. Complessivamente la stagione fu deludente per la squadra, partita
con grandi ambizioni ma tradita dal telaio, assolutamente non
competitivo malgrado il grande aiuto del motore Peugeot.
A fine anno
la scuderia venne comunque totalmente riformata per quanto riguarda i
piloti, con Brundle che si ritirò e Barrichello che passò alla
Stewart.
Vennero allora ingaggiati i giovani Giancarlo Fisichella proveniente dalla Minardi e Ralf Schumacher, al suo primo anno in Formula 1 dopo aver brillantemente gareggiato in F.Nippon.
Da notare che per la prima volta nella sua storia la Jordan assunse il colore giallo, che avrebbe poi caratterizzato i suoi anni successivi, voluto dal nuovo sponsor principale della squadra: la marca di sigarette Benson & Hedges.
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| La livrea oro di Montecarlo |
Vennero allora ingaggiati i giovani Giancarlo Fisichella proveniente dalla Minardi e Ralf Schumacher, al suo primo anno in Formula 1 dopo aver brillantemente gareggiato in F.Nippon.
Da notare che per la prima volta nella sua storia la Jordan assunse il colore giallo, che avrebbe poi caratterizzato i suoi anni successivi, voluto dal nuovo sponsor principale della squadra: la marca di sigarette Benson & Hedges.
Nel corso dell'anno furono provate varie colorazioni partendo da
un giallo chiaro ad una livrea color oro che avrebbe accompagnato le
vetture fino al 1998, in cui il team avrebbe assunto in via
definitiva i colori nero e giallo.
1997
Il 1997 partì con la nuova coppia Fisichella-Schumacher. La nuova
vettura, la 197, motorizzata ancora dal motore V10 della
Peugeot, si rivelò molto veloce, e i due piloti, malgrado una
convivenza difficile che li portò più di una volta alla collisione
nel corso della stagione, riuscirono a salire sul podio per tre volte
di cui due con Fisichella, che in Belgio riuscì ad arrivare secondo
e una con Ralf Schumacher.
| La Jordan 197 motorizzata Peugeot |
A fine anno la scuderia totalizzò 33 punti confermando il quinto
posto della stagione precedente.
La Peugeot decise di abbandonare la squadra per seguire la
scuderia francese Prost Grand Prix, lasciando dopo 3 anni la scuderia
di Eddie Jordan.
1998
| La 198 guidata da Damon Hill nel Gp di Spagna |
Al posto dei motori Peugeot arrivò il motore Mugen-Honda, molto
più leggero e compatto, che rese il peso della vettura inferiore ai
600 kg.
La stagione partì malissimo: nei primi 8 gran premi non fu
raccolto alcun punto.
Dal Gran Premio di Silverstone la fortuna iniziò a girare e Ralf
Schumacher raccolse il sesto posto. Da questo piazzamento in poi la
Jordan cominciò a migliorare sempre di più culminando con la
doppietta del Gran Premio del Belgio.
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| Jordan festeggia sul podio la prima vittoria per la sua scuderia |
Nella gara successiva Ralf Schumacher conquistò in condizioni
"normali" un terzo posto, a dimostrazione dell'ottimo
lavoro di sviluppo effettuato dalla squadra durante la stagione.
Grazie a questi risultati la Jordan divenne la quarta forza del
campionato chiudendo il 1998 con ben 34 punti, battendo il record
stabilito nella precedente stagione.
1999
La stagione 1999 fu la migliore nella storia della
Jordan. La coppia di piloti era formata dal tedesco Heinz Harald
Frentzen proveniente dalla Williams e dall'inglese Damon Hill,
al suo ultimo anno di attività in Formula 1. La nuova Jordan 199, progettata da Mike Gascoyne, non fu un
nuovo progetto ma un'evoluzione del valido telaio della stagione
precedente.
| La Jordan 199 con cui Frentzen vinse 2 Gp |
In questa stagione il patron Eddie Jordan, alla maniera della
Ferrari, cominciò a mettere il suo marchio su molti prodotti, tra i
quali quelli di abbigliamento. Per garantirsi solide basi economiche
per rafforzare la squadra, Jordan cedette il 40% del suo team alla
società Warburg Pincus, per un valore di 80 milioni di dollari.
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| Frentzen festeggia sul podio di Monza il primo posto |
Frentzen partì subito alla grande, raccogliendo due podi nelle
prime due gare e ponendosi subito tra i papabili per la lotta per il
mondiale.
Mentre le prestazioni del suo compagno Damon Hill furono sempre al
di sotto delle aspettative, il tedesco riuscì a partire dal Gran
Premio della Francia a inanellare una serie di gare molto positive
con due vittorie a Magny Cours e a Monza e altri due podi in Belgio e
Germania.
Nelle ultime tre gare della stagione però Frentzen raccolse solo
un sesto e un quarto posto, dovendo così rinunciare al titolo che
andò per la seconda volta consecutiva al finlandese Mika Hakkinen su
Mclaren.
I risultati ottenuti dal tedesco però insieme agli 11 punti
dell'inglese Hill permisero al team di salire di un posto nella
classifica costruttori, chiudendo il 1999 al terzo posto con 61
punti.
Il declino
2000
Nel 2000 la Jordan si presentò come terza forza del
campionato. L'ampio budget dovuto agli introiti del terzo posto nella
stagione precedente spinsero Gascoyne a progettare una vettura
"estrema", in ogni suo settore. Per quanto riguarda
l'organico della scuderia venne ingaggiato dalla Prost
l'italiano Jarno Trulli, come sostituto di Hill.
La stagione iniziò discretamente con Frentzen che conquistò un
buon terzo posto a Interlagos, in Brasile, ma il prosieguo fu per
entrambi i piloti un vero e proprio calvario, a ottime qualifiche si
contrapponevano gare disastrose, tanto che nei primi dieci gran premi
ci furono ben dodici ritiri e solo otto volte Trulli e Frentzen
conclusero la gara.
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| Heinz Harald Frentzen alla guida della Jordan nel 2000 |
Tra questi ritiri ci fu quello del pilota italiano mentre si
trovava secondo a Monaco, davanti a David Coulthard. Questi
disastrosi risultati indussero Gascoyne a passare alla Benetton e
venne progettata una nuova vettura la EJ10B, molto più
convenzionale della precedente, che permise a Frentzen di conquistare
un terzo posto a Indianapolis e alcuni piazzamenti a punti.
A fine anno, però, il bilancio fu molto peggiore rispetto a
quello dell'anno precedente. Nessuno dei due piloti poté lottare per
il titolo e la scuderia concluse al sesto posto in classifica
costruttori con soli 17 punti.
Il problema di fondo della vettura era dovuto al fatto che non
riusciva a mandare bene in temperatura le gomme, inoltre vi fu un
tracollo dell'affidabilità (il confronto con la stagione precedente
sotto questo punto di vista fu impietoso) causato principalmente da
problemi di gestione elettronica. Una ulteriore "tegola"
sulla credibilità della squadra la diede Max Mosley (presidente
della FIA), che a Imola dichiarò: "abbiamo scoperto che
qualcuno nel 1999 ha utilizzato l'elettronica per controllare la
trazione della vettura in maniera illegale. Fortunatamente chi ha
compiuto queste scorrettezze non è giunto né al primo né al
secondo posto del mondiale".
Ad alimentare i sospetti fu l'apertura dello sportellino del
rifornimento che in più di un'occasione si aprì in gara: il
sospetto che il limitatore di velocità dei box (che azionava
l'apertura del suddetto sportello) venisse usato
come antispin (controllo della trazione) fu molto forte ma
non venne mai provato ufficialmente.
2001
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| Trulli e Alesi impegnati con la EJ11 sul circuito di Spa |
I risultati, quindi, non tardarono ad arrivare, con la conquista
di 13 punti nelle prime cinque gare da parte di entrambi i piloti.
Dal Gran Premio d'Austria, però, ritornarono quei problemi di
affidabilità che l'anno precedente avevano colpito la vettura.
A Monaco Frentzen ebbe un incidente e fu costretto a saltare
il Gran Premio del Canada, in cui fu sostituito da Ricardo
Zonta, che non andò oltre il settimo posto. In Francia Trulli
conquistò il quinto posto, ma fu poi costretto al ritiro per cinque
gare consecutive.
Intanto Frentzen, accusato di scarso rendimento, venne ceduto
alla Prost in cambio di Jean Alesi, che concluse la
sua carriera nel team irlandese conquistando in Belgio il suo ultimo
punto in carriera.
A fine anno la Jordan giunse quinta in classifica costruttori con
19 punti con tre quarti posti come miglior risultato.
2002
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| Fisichella impegnato nel Gp della Spagna |
La EJ12 non fu però all'altezza delle vetture precedenti e gli
unici risultati positivi furono 4 quinti posti raccolti da Fisichella
in Austria, Montecarlo e Canada e da Sato nell'ultima gara dell'anno
in Giappone.
Con questi miseri risultati la Jordan si classificò solamente in
sesta posizione con 9 punti conquistati. L'unica magra consolazione
fu l'aver battuto la rivale BAR.
Il passaggio ai motori Ford e l'ultima vittoria in Brasile (2003-2004)
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| Fisichella su Jordan nel 2003 |
Prima della stagione 2003 a causa delle restrizioni
sugli sponsor dei tabacchi, la Benson&Hedges abbandonò la
scuderia. Con un budget inferiore a 80 milioni si resero necessari
molti tagli di spesa, anche per quanto riguarda il personale tecnico,
che si ridusse notevolmente.
La stagione si presentò quindi difficile e impegnativa ancor
prima di cominciare. I piloti furono il confermato Giancarlo
Fisichella e Ralph Firman, vincitore della F.Nippon nel
2002. Da quest'anno la scuderia irlandese utilizzò i propulsori Ford.
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| Fisichella e Jordan festeggiano la vittoria nel GP del Brasile |
A causa di un errato cronometraggio la vittoria fu inizialmente
attribuita a Kimi Raikkonen su McLaren, ma a seguito
di un reclamo di Eddie Jordan, il risultato del Gran Premio venne
anticipato di un giro, quando in testa si trovava l'italiano
Giancarlo Fisichella che vinse il suo primo Gran Premio in carriera.
Nella successiva gara a Imola prima delle prove del venerdì
avvenne quindi il passaggio del trofeo tra il pilota finlandese e
Fisichella in una rinnovata cerimonia di premiazione.
Dopo l'acuto del Brasile però non arrivarono altri risultati di
rilievo e la scuderia irlandese raccolse solamente altri tre punti,
merito soprattutto del cambiamento regolamentare che assegnava punti
fino all'ottava posizione in gara. Grazie all'ottavo posto in Spagna di Firman (che saltò due gran
premi in Ungheria e Italia a causa di un terribile incidente in
Germania) e un settimo posto raccolto da Fisichella nel Gran Premio
degli Stati Uniti la Jordan giunse al nono posto in classifica
costruttori con 13 punti conquistati.
2004
| Nick Heidfeld sulla Jordan nel 2004 |
Venne cambiato totalmente la formazione dei piloti con Nick
Heidfeld e Giorgio Pantano (pilota pagante) a sostituire Fisichella
(passato alla Sauber) e Firman.
In Canada e nelle ultime tre gare del Mondiale il pilota italiano
fu sostituito da Timo Glock per questioni legate al mancato pagamento
delle rate previste per contratto.
I risultati utili furono molto pochi, conquistati per lo più
da Heidfeld e, a sorpresa, da Timo Glock, in Canada,
dopo aver sostituito Giorgio Pantano. La Jordan confermò il nono posto della stagione precedente
conquistando solo 5 punti.
Il passaggio ai motori Toyota e la vendita al Gruppo Midland (2005)
In difficoltà economiche da diversi anni, all'inizio del 2005 la
squadra fu venduta al gruppo di investitori del Midland Group,
guidati dal finanziere canadese di origine russa Alex Shnaider.
Per il 2005 la squadra corse ancora con il nome Jordan e una
fornitura di motori Toyota, mentre come piloti vennero scelti il
portoghese Tiago Monteiro e l'indiano Narain Karthikeyan.
| La Jordan nel suo ultimo anno in F1 |
L'unico risultato degno di nota fu il terzo e il quarto posto
conquistati nel Gp degli Stati Uniti, merito soprattutto
dell'abbandono della gara da parte dei team gommati Michelin. Gli incidenti durante le prove libere e ufficiali delle vetture
con gomme francesi costrinsero i team a ritirare le proprie vetture
dopo aver completato solo il giro di ricognizione, in quanto la FIA
dichiarò le coperture Michelin non idonee per la sicurezza dei
piloti in questa gara.
Lo schieramento di partenza vide quindi solo 6 vetture (le due
Ferrari, le due Jordan e le due Minardi). Michael Schumacher
conquistò la vittoria precedendo il suo compagno di squadra
Barrichello e le due Jordan con Monteiro che conquistò così
l'ultimo podio nella storia della scuderia irlandese in Formula 1. Nelle gare successive arrivò soltanto un ottavo posto grazie a
Monteiro e il team chiuse la sua ultima stagione con 12 punti
confermando per il terzo anno consecutivo il nono posto nel
campionato costruttori precedendo la sola Minardi.
Risultati in Formula 1:
Gran Premi disputati: 250
Vittorie: 4
Podi: 19
Pole Position: 2
Giri più veloci: 2
Punti: 291
Prima Gara disputata: GP USA 1991 (Gachot: Ritirato/ De Cesaris:
Non PreQualificato)
Ultima Gara disputata: GP Cina 2005 (Monteiro: 11°/ Karthikeyan:
Ritirato)
Prima Vittoria: GP Belgio 1998 (Damon Hill)
Ultima Vittoria: GP Brasile 2003 (Giancarlo Fisichella)
Miglior Piazzamento Mondiale Costruttori: 3° posto (1999 con
Heinz Harald Frentzen e Damon Hill)
Nonostante i pochi risultati ottenuti a
dispetto della competitività delle vetture, la Jordan è rimasta nel
cuore dei tifosi, soprattutto per l'eccentricità del suo patron
Eddie Jordan, una delle figure più carismatiche della Formula 1
degli anni '90.
Grazie alle sue capacità di
talent-scout in questo team si sono messi in luce grandi piloti come
Heinz Harald Frentzen, Rubens Barrichello, Ralf Schumacher, Giancarlo
Fisichella, Jarno Trulli e Michael Schumacher.
Dalle ceneri di questo team è nata la
Midland, sostituita nel 2007 dalla Spyker e infine dal team Force India, presente ancora oggi in Formula 1.














