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| Il V6 Turbo della TAG Porsche |
Per la rubrica “Vetture epiche”
analizziamo la più vincente delle monoposto mai create nella storia
della Formula 1: stiamo parlando della Mclaren MP4/2, capace di
vincere ben 22 vittorie durante il suo periodo di utilizzo nelle gare
del Campionato Mondiale.
Progettata dal genio John Barnard, fu
la sedicesima auto creata dal team fondato dal neozelandese Bruce
Mclaren (la seconda da quando Ron Dennis passò alla guida del team)
per la Formula 1 e ha gareggiato nelle stagioni 1984, 1985, 1986
vincendo ben 3 campionati piloti e 2 campionati costruttori (nel 1986
la Williams si aggiudicò il titolo) sia pure con versioni evolute
dal modello iniziale.
La vettura era spinta dal potente
motore V6 TAG Porsche TTE PO1 di 1.500 cc sovralimentato da 2
turbocompressori; inizialmente disponeva in gara di una potenza di
circa 600 CV, ma grazie alle successive modifiche arrivò fino a 715
CV, mentre in qualifica raggiungeva addirittura gli 800. Anche per
questa macchina fu utilizzato un telaio in fibra di carbonio, così
come la precedente MP4/1.
Come nacque la vettura
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| John Barnard |
Quando fu chiaro che la Ford Cosworth
avrebbe continuato lo sviluppo del proprio motore aspirato, Ron
Dennis a capo della Mclaren dalla fine del 1980 dovette correre ai
ripari cercando una casa costruttrice interessata a fornire
propulsori turbo al team inglese.
La Porsche approvò il progetto, spinta
anche dai finanziamenti di Mansur Ojjeh, titolare della TAG e nel
consiglio direttivo della scuderia di Dennis.
Il progettista John Barnard tuttavia
impose alla casa tedesca di adattare il motore alla monoposto in modo
da poter spingersi il più possibile dal punto di vista dello
sviluppo aerodinamico della vettura senza doversi porre dei limiti
per l'ingombro che potevano dare i nuovi propulsori turbo, meno
compatti rispetto a quelli aspirati.
I primi test sulla monoposto fatti dal
pilota austriaco Niki Lauda nel 1983 diedero subito risposte
positive, anche se il motore soffriva del cosiddetto turbo-lag,
ovvero di un ritardo nella risposta tra il momento in cui il pilota
accelerava e quello in cui il propulsore incrementava il suo numero
di giri.
1984
I
problemi furono risolti prima dell'inizio del campionato 1984 e i due
alfieri della Mclaren Alain Prost (proveniente dalla Renault da cui
era stato licenziato per essere stato battuto nell'anno precedente da
Nelson Piquet sulla Brabham) e Niki Lauda (al terzo anno nel team
inglese dopo il suo rientro in Formula 1 targato 1982 dopo essersi
ritirato nel 1979) dominarono il Mondiale, spartendosi 12 vittorie su
16 Gran Premi (7 per il francese, 5 per l'austriaco) e vedendo
prevalere l'ex campione del mondo con la Ferrari per solo mezzo
punto, il distacco minore mai registrato in Formula 1 nella sua
storia, nonostante il motore non fosse il migliore del lotto.
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| La MP4/2 guidata da Niki Lauda |
Il
punto di forza della vettura era infatti il telaio in fibra di
carbonio, leggerissimo e facile da adattare a qualsiasi circuito.
1985
Nel
1985 venne confermata la macchina precedente con alcune modifiche ed
aggiornamenti. La versione MP4/2B raggiunse in gara una potenza di
850 cavalli, mentre l'enorme alettone posteriore scomparve per uno
molto più piccolo come imposto dal regolamento di quell'anno. Le
coperture della vettura erano fornite dalla Goodyear dopo il ritiro
della casa francese Michelin. La
vittoria di quell'anno non fu una passeggiata con la Ferrari che
presentò il suo nuovo modello progettato da Harvey Postlethwaite in
grado di lottare alla pari con la versione B della MP4/2.
Per
¾ della stagione il Mondiale visse il dualismo tra l'italiano
Michele Alboreto e il francese Alain Prost. Grazie però a un azzardo
di Enzo Ferrari che passò dalle turbine tedesche KKK alle americane
Garrett le rosse non riuscirono più ad ottenere risultati di
rilievo, cedendo il passo al 'professore' che con 5 vittorie, 2
secondi posti e 4 terzi vinse il titolo piloti con 73 punti, 20 di
più di Alboreto, giunto 2° in classifica. L'altra
vettura pilotata da Niki Lauda (al suo ultimo anno in carriera)
conquistò una sola vittoria in Olanda, sul circuito di Zandvoort
dove l'austriaco rifiutò di cedere il primo posto al compagno
francese, in lotta per il Mondiale. La
Mclaren ottenne quindi la metà delle vittorie dell'anno precedente
ma riuscì ad aggiudicarsi comunque il Campionato costruttori con 87
punti.
1986
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| La MP4/2C pilotata dal finlandese Keke Rosberg |
L'annata
1985 dimostrò quindi che la vettura stava perdendo la sua
competitività e per questo si pensò per il 1986 di modificare
nuovamente la vettura creando la Mp4/2C. Al
Campione del Mondo Prost venne affiancato il finlandese Keke Rosberg
proveniente dalla Williams che prese al suo posto Nelson Piquet.
Con
il limite di carburante portato a 195 litri (infatti all'epoca i
piloti correvano con il serbatoio pieno di benzina con il divieto di
fare soste ai box e potendo solamente cambiare le gomme in gara) il
motore TAG Porsche per quest'anno raggiunse la potenza di 960 CV in
gara e ben 1060 in prova non si dimostrò ottimale a livello di
consumi, con Prost che rimase a secco nel Gran Premio di San Marino,
che riuscì comunque a vincere poiché il problema si era manifestato
solamente sul finire dell'ultimo giro, e nel Gran Premio di Germania
in cui il francese cercò inutilmente di spingere la vettura al
traguardo dovendo però desistere dopo pochi metri.
Tuttavia
la guerra fratricida della Williams tra Nigel Mansell e Piquet fece
perdere non pochi punti ai due piloti favorendo così Prost che con
sole 4 vittorie riuscì comunque a vincere il suo secondo mondiale
consecutivo chiudendo l'annata con due punti di più rispetto al
Leone d'Inghilterra e regalando al modello MP4/2C il suo terzo titolo
piloti consecutivo. La
vettura della Mclaren però quest'anno apparve nettamente inferiore a
quelle dei suoi rivali e con l'avanzamento anche della Lotus che a
partire dall'anno successivo avrebbe potuto disporre della
motorizzazione Honda si decise di abbandonare il progetto della MP4/2
e di costruire una macchina totalmente nuova per il 1987.
Con
le 12 vittorie del 1984, le 6 del 1985 e le 4 del 1986 il modello
MP4/2 ha raggiunto quota 22, più di qualunque altra vettura mai
stata costruita per la Formula 1. Questa monoposto ebbe inoltre
l'onore di aprire un ciclo di vittorie per la Mclaren che si estese
dal 1984 al 1991 con gli alfieri della scuderia inglese capace di
aggiudicarsi tutti i titoli piloti tranne nel 1987, in cui il
vincitore fu Nelson Piquet su Williams. L'insistenza
di Ron Dennis nell'utilizzare un telaio interamente costruito in
fibra di carbonio si rivelò la scelta vincente, costringendo tutte
le altre scuderie a correre ai ripari utilizzando lo stesso sistema e
abbandonando la vecchia struttura tubolare.
Risultati in Formula 1
Gare:
48
Vittorie:
22
Podi:
42
Pole
Position: 7
Giri
Veloci: 16
Mondiali
Piloti: 3 (1984 Niki Lauda, 1985,1986 Alain Prost)
Mondiali
Costruttori: 2 (1984,1985 Niki Lauda, Alain Prost, John Watson)
Prima
gara disputata: Gran Premio del Brasile 1984 (Alain Prost 1°/ Niki
Lauda Ritirato)
Ultima
gara disputata: Gran Premio d'Australia 1986 (Alain Prost 1°/ Keke
Rosberg Ritirato)
Caratteristiche Tecniche
Telaio:
monoscocca in fibra di carbonio a nido d'ape
Carreggiata
anteriore: 1.803 millimetri
Carreggiata posteriore:
1.651 millimetri
Passo:
2.794 millimetri
Motore: TAG-Porsche TTE PO1, 1.499 cc (91.5 cu in), 90 ° V6, turbo, motore
centrale, montato longitudinalmente
Trasmissione: McLaren / Hewland manuale a 5 rapporti
Peso:
540 kg
Carburante:
Shell
Pneumatici:
Michelin (1984); Goodyear (1985/1986)





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