Gli Inizi
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| Hakkinen impegnato in F3 nel 1990 |
Nel 1981 Häkkinen conquistò il Finnish
Karting Championship, nella categoria F-mini series, titolo
conquistato anche nei 5 anni successivi, passando di categoria, prima
nella FN series e poi nella FA series.
Grazie ai suoi risultati nel Karting, Hakkinen riuscì
ad attirare su di sé l'attenzione di Keke Rosberg, Campione del
Mondo di Formula 1 nel 1982 con la Williams, che presto diventò il
suo manager, sponsorizzando il finlandese in modo da garantirgli il
passaggio alle competizioni a ruote scoperte.
Nel 1987 quindi Hakkinen abbandonò i Kart passando
in Formula Ford 1600 in cui riuscì a vincere al primo tentativo il
Campionato per somma dei punti tra i piloti finnici, svedesi e
nordici (Finnish, Swedish and Nordic Champion Summary Results).
L'anno successivo partecipò per il team Dragon alle
categorie Opel Lotus EuroSeries e British GM Vauxhall Series
ottenendo 7 vittorie su 20 presenze più 6 pole position e
classificandosi rispettivamente al 2° e al 1° posto finale.
Nel 1989 sempre per il team Dragon partecipò al
campionato britannico di F3 aggiudicandosi 2 pole position e il 7°
posto nella Classifica generale con 18 punti, che gli valsero
un'offerta da parte del team West Surrey Racing per cui vinse una
gara nella categoria Cellnet F3 Superprix. Sempre in quell'anno il
finlandese partecipò per la prima volta al Gran Premio di Macao,
corsa in cui ogni anno si sfidavano i migliori piloti provenienti
dalla F3 di tutto il Mondo, venendo però costretto al ritiro.
L'anno successivo Hakkinen passò definitivamente al
West Surrey Racing, e grazie alla maggiore competitività della sua
nuova vettura riuscì ad aggiudicarsi il titolo nel Campionato
Britannico con 10 vittorie e 11 pole position su 17 partecipazioni,
più altre due vittorie (senza però ottenere punti in classifica)
nel Campionato Italiano e Tedesco. Nel mese di novembre partecipò di
nuovo al Gp di Macao, cogliendo la pole position ma ritirandosi per
incidente il giorno successivo dopo un intenso duello con il tedesco
Michael Schumacher, che riuscì ad aggiudicarsi la corsa.
Formula 1
Grazie alle conoscenze del suo manager Rosberg, Hakkinen riuscì ad entrare in Formula 1 a soli 21 anni accordandosi con una Lotus ormai sul viale del tramonto. Debuttò quindi al volante della vettura inglese nel Gp degli Stati Uniti 1991, qualificandosi al 13° posto battendo nettamente il suo compagno Bailey, che nonostante avesse già un anno di esperienza nella massima formula alle spalle non riuscì a qualificarsi. Il finlandese riuscì a mettersi in luce anche il giorno successivo in gara, mantenendo a lungo la sua 13° posizione fino al 59° giro in cui il suo poco potente motore Judd si ruppe costringendolo al ritiro.
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| Hakkinen nel Gp del Canada 1991 al volante della Lotus |
Due Gran Premi più tardi, sul circuito di Imola (su cui trionfò l'anno prima in F3) Hakkinen raccolse i suoi primi 2 punti rimontando dal 25° al 5° posto finale a tre giri dal vincitore Ayrton Senna, battendo di nuovo il suo compagno Bailey, giuntò sesto al traguardo.
A questa ottima prestazione però seguirono una serie
di ritiri e piazzamenti fuori dalla zona punti (più una mancata
qualificazione nel Gran Premio di Francia) che lasciarono il finnico
al 15° posto nella classifica finale al pari del giapponese Satoru
Nakajima e del britannico Martin Brundle.
In quell'anno si alternarono come compagni di
scuderia di Hakkinen, il già citato Bailey, l'inglese Johnny Herbert
e il tedesco Michael Bartels. Nessuno di essi però riuscì a
prevalere sul finlandese più che mai proiettato verso un'ottima
carriera in F1.
Nel 1992 la Lotus al fianco di Hakkinen scelse il
britannico Herbert, già compagno di squadra del finlandese in sette
occasioni nell'anno precedente. Dopo un paio di Gran Premi deludenti
corsi con la vettura del 1991, nel sesto appuntamento stagionale,
grazie all'inserimento della nuova monoposto (la 107) la coppia Lotus
si mise in luce in molte gare, arrivando spesso in zona punti e
sfiorando in più di un'occasione il podio. In particolare Hakkinen
seppe raccogliere ben 11 punti, 9 in più del compagno, frutto di due
ottimi quarti posti in Francia e Ungheria che valsero al finlandese
l'ottavo posto finale in classifica oltre che l'interessamento della
Mclaren per ingaggiarlo l'anno successivo.
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| Hakkinen sulla Mclaren-Ford nel 1993 |
Nel 1993 Hakkinen si legò al team di Woking per cui
correrà per il resto della sua carriera. Inizialmente però il suo
ingaggio da pilota titolare era legato alla presenza o meno del
brasiliano Ayrton Senna, deluso per il mancato passaggio in Williams,
essendo l'altro posto già assegnato all'americano Michael Andretti
proveniente dalla categoria americana Indycar. Senna decise di
correre per la Mclaren anche in questa stagione, relegando il
finlandese al ruolo di collaudatore, che coprirà fino al terz'ultimo
Gran Premio dell'anno in Portogallo dove esordì al volante della
vettura bianco-rossa (fino al 1995 la Mclaren avrebbe legato la sua
livrea al marchio di sigarette Marlboro) al posto di Andretti, capace
di raccogliere solamente un terzo posto in Italia, sul circuito di
Monza (la gara monzese rappresenterà l'ultima presenza in F1 del
figlio del Campione del Mondo 1978) e una serie di prestazioni
deludenti che causarono la rescissione anticipata del suo contratto
con la scuderia di Woking.
Alla prima occasione il finlandese sorprese tutti
ponendosi davanti al tre volte Campione del Mondo Senna in qualifica,
vanificando il tutto il giorno della gara, spingendo troppo
nell'ultima curva e andando ad impattare contro le barriere venendo
così costretto al ritiro.
Nel Gran Premio successivo in Giappone Hakkinen si
rese protagonista di nuovo arrivando a podio con il terzo posto alle
spalle di Senna e Prost a soli 15 secondi dal brasiliano, vincitore
della gara di Suzuka. Nell'ultimo appuntamento dell'anno in Australia, dopo
essersi qualificato in quinta posizione, il finlandese fu costretto
al ritiro nel corso del 28° giro a causa di un problema ai freni
chiudendo quindi la stagione al 15° posto con 4 punti conquistati. Nel corso di questa annata Hakkinen testò insieme a
Senna il motore Lamborghini in una versione modificata della sua
Mclaren (denominata MP4/8B) sui circuiti dell'Estoril e di
Silverstone rimanendo impressionato dalla bontà del propulsore V12
rapportato al V8 Ford che equipaggiavano in quell'anno le vetture di
Woking.
Nel 1994 Ayrton Senna abbandonò la scuderia di Ron
Dennis per la Williams, così come fecero i motori Ford, che
costrinsero il team di Woking ad adottare il V10 fornito dalla
Peugeot, essendo fallito l'accordo con la Lamborghini. Hakkinen prese il ruolo di prima guida difendendosi
egregiamente contro vetture oggettivamente più competitive della
sua, raccogliendo ben 6 podi, tra cui spiccò il secondo posto nel
Gran Premio del Belgio sul circuito di Spa Francorchamps.
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| Hakkinen sulla Mclaren-Peugeot nel 1994 |
Suo compagno di squadra in questa stagione fu
l'inglese Martin Brundle che perse il confronto con il finlandese
arrivando solo due volte a podio (2° a Montecarlo e 3° nell'ultima
gara in Australia) e venendo costantemente battuto in prova.
Hakkinen fu costretto a saltare il decimo
appuntamento del Mondiale in Ungheria dovendo scontare una
sospensione comminatagli dalla FIA per via di un incidente che lo
vide coinvolto insieme al brasiliano della Jordan Rubens Barrichello,
venendo sostituito dal francese Philippe Alliot.
Nell'ultima gara dell'anno in Australia il finlandese
ebbe un terribile incidente impattando con il retrotreno della sua
vettura contro un muro di gomme dopo una serie di testacoda, da cui
fortunatamente uscì illeso. Chiuse la stagione al quarto posto della classifica
generale con 26 punti, staccando i 10 lunghezze Brundle.
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| Hakkinen sulla Mclaren-Mercedes nel 1995 |
Ciò nonostante sia il finlandese che l'inglese
lamentarono fin dai test pre-stagionali problemi dovuti allo spazio
troppo stretto all'interno della cabina di pilotaggio che non
permetteva ai piloti di poter gestire la vettura al meglio, con
Mansell che decise addirittura di saltare i primi due Gran Premi per
dare modo alla scuderia di Woking di sistemare questi difetti di
progettazione, lasciando spazio a Mark Blundell. Con queste premesse, la stagione 1995 si presentò in
salita per Hakkinen che riuscì a raccogliere soltanto 17 punti,
mettendosi in luce nei Gp di Monza e Suzuka conquistando in entrambe
le occasioni il secondo posto, concludendo l'annata al settimo posto. Dovette rinunciare inoltre al Gran Premio del
Pacifico sul Circuito di Aida a causa di un'operazione all'appendice,
venendo sostituito dal tester danese Jan Magnussen.
Nell'ultima appuntamento dell'anno sul circuito di
Adelaide il finlandese durante le prove ebbe un terribile incidente
che rischiò di minare non solo il suo futuro in F1 ma anche la sua
stessa vita.
A causa della rottura di un pneumatico Hakkinen perse
il controllo della sua vettura sbattendo pesantemente contro il muro
e ferendosi gravemente nello schianto, riportando una frattura del
cranio oltre che un'emorragia interna e la parziale deglutizione
della lingua che causò un blocco delle vie aeree.
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| Hakkinen estratto dalla sua vettura dopo l'incidente nelle qualifiche di Adelaide |
Grazie al tempestivo intervento del medico Sid
Watkins che adoperò su di lui una cricotiroidotomia d'emergenza il
finlandese riuscì a salvarsi pur perdendo molti denti e rimanendo
per un paio di giorni in coma come testimoniato dal suo collega
Gerhard Berger che andò a visitarlo al Royal Adelaide Hospital.
Hakkinen si risvegliò il 12 novembre e dopo alcuni giorni in terapia
intensiva, fu dimesso dall'ospedale. Il finnico iniziò subito la sua riabilitazione e
dopo appena tre mesi dall'incidente testò la Mclaren sul circuito
del Paul Ricard, dimostrando di essere pronto per riprendere la sua
carriera a partire dal primo Gran Premio dell'anno successivo.
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| Hakkinen precede la Ferrari N°1 di Schumacher |
Dopo un ritiro in Germania e un quarto posto nel Gp
d'Ungheria Hakkinen fece la sua migliore gara sul circuito di Spa
Francorchamps grazie a una azzeccata strategia su una sola sosta che
lo pose in testa alla classifica finchè l'incidente dell'olandese
Jos Verstappen provocò l'ingresso della Safety Car che vanificò la
tattica del finlandese relegandolo al terzo posto. Grazie ad altri due podi nei Gran Premi d'Italia e
Giappone Hakkinen concluse l'annata al quinto posto con 31 punti,
risultato che pareva impossibile dopo l'incidente di Adelaide e che
diede fiducia a tutta la scuderia su una possibile risalita al
vertice per gli anni a venire.
Nonostante i contatti da parte di Benetton e Williams, Hakkinen decise di rimanere in Mclaren anche per questa stagione. A
partire da quest'anno la livrea della sua vettura passò dal
bianco-rosso della Marlboro all'argento e nero della West con cui la
scuderia di Woking si legò fino al 2005. Le ottime prospettive dell'anno precedente vennero
confermate fin dal primo Gran Premio in Australia dove il compagno di
squadra David Coulthard riuscì a vincere riportando dopo 4 anni una
Mclaren al primo posto della Classifica Piloti. Anche il finlandese
si comportò molto bene in questa stagione cogliendo la sua prima
pole position in carriera in occasione del Gran Premio del
Lussemburgo e sfiorando la vittoria sui circuiti di Silverstone, A1
Ring e Nurburgring.
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| Hakkinen festeggia la sua prima vittoria |
Le belle prestazioni del 1997 culminarono con la
prima vittoria di Hakkinen nell'ultimo Gran Premio dell'anno sul
circuito di Jerez dove approfittando del rallentamento del pilota
della Williams Jacques Villeneuve nel corso dell'ultimo giro riuscì
a superarlo andando a vincere la gara davanti al suo compagno di
squadra David Coulthard e allo stesso canadese, vincitore del titolo
grazie al ritiro del suo rivale Michael Schumacher con il quale ebbe
una collisione durante la gara (il tedesco fu in seguito squalificato
per aver cercato di mandare fuori pista il suo avversario).
Grazie ai dieci punti del primo posto e
all'estromissione del tedesco dalla Classifica finale il finlandese
chiuse al sesto posto con 27 punti, appaiando l'austriaco della
Benetton Gerhard Berger, al suo ultimo anno in Formula 1.
I duelli con Schumacher e gli allori iridati (1998-2000)
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| Il duo Mclaren nel GP d'Australia 1998 |
In occasione del Gran Premio inaugurale in Australia avvenne poi un fatto curioso: avendo perso parte della sua capacità uditiva dell'orecchio destro a seguito dell'incidente del 1995, nel corso degli ultimi giri della gara di Melbourne Hakkinen rientrò ai box convinto di essere stato chiamato dal suo muretto, trovando però impreparati i suoi meccanici che non si aspettavano l'arrivo del pilota. Uscito dalla pitlane il finlandese perse il comando della corsa a favore del compagno di squadra Coulthard, ma Ron Dennis ordinò allo scozzese di restituire la posizione, ridonando il primo posto a Hakkinen, che alla fine riuscì a vincere con le Mclaren che chiusero in parata doppiando tutti.
In estate però ci fu una flessione nei risultati del
finlandese che a fronte di tre vittorie consecutive del tedesco
Schumacher, riuscì a difendersi solo in Austria e Germania ottenendo
il primo posto, mentre problemi al cambio in Ungheria (in cui
comunque riuscì ad arrivare al sesto posto) e un ritiro in Belgio
portarono il ferrarista a soli sette punti da Hakkinen.
Ma fu proprio il Gran Premio di Spa a riaccendere la
speranza di Hakkinen. Dopo il ritiro del finlandese Schumacher si
avviò in solitaria al comando, dominando la prima parte di gara
davanti alle Jordan di Damon Hill e del fratello Ralf, ma proprio
quando la vittoria sembrava in tasca al tedesco, la sua Ferrari colpì
in pieno Coulthard mentre si avviava al doppiaggio dello scozzese,
danneggiando irrimediabilmente la sua vettura e perdendo la
possibilità di superare in classifica Hakkinen, rimanendo a sette
lunghezze di distanza in vista del Gran Premio d'Italia. Nella gara monzese Schumacher vinse approfittando dei
problemi tecnici che infastidirono Hakkinen che arrivò comunque al
quarto posto riuscendo a mantenere la vetta appaiato al ferrarista a
quota 80 punti.
Il Gran Premio del Nurburgring vide Hakkinen tornare
alla vittoria davanti al tedesco riportandosi in testa alla
classifica con 4 punti di vantaggio in vista dell'ultima tappa
dell'anno in Giappone, dove Schumacher per vincere avrebbe dovuto
compiere un'impresa in virtù delle numero minore di vittorie
raccolte fino a quel punto che avrebbero dato la certezza del titolo
al finlandese anche con il secondo posto.
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| Hakkinen vince gara e titolo nel Gp del Giappone 1998 |
Sul circuito di Suzuka la Mclaren in gara si dimostrò
notevolmente superiore alla Ferrari e il tedesco dopo essere riuscito
miracolosamente ad artigliare la pole in qualifica vanificò tutto
già nel giro di formazione spegnendo la vettura a causa di un
problema sulla frizione della sua monoposto.
Hakkinen si limitò quindi ad amministrare la gara
vincendo autorevolmente davanti all'altro ferrarista Irvine, e grazie
al ritiro del rivale in classifica si aggiudicò il suo primo
Mondiale con 100 punti, frutto di 13 piazzamenti tra i primi sei su
16 gran premi di cui 8 vittorie.
Nel 1998 il finlandese completò il suo anno da
dominatore risultando il pilota partito più volte dalla pole
position, piazzandosi per ben 9 volte davanti a tutti in qualifica.
Il 1999 si aprì con la sorprendente vittoria di
Eddie Irvine nella gara inaugurale di Melbourne mentre Hakkinen
mostrò subito la velocità della sua Mp4/14 contrastata però dalla
fragilità di questa nuova monoposto progettata da Adrian Newey.
Nelle successive sei gare però il finlandese riprese il largo in
classifica grazie a 3 vittorie, un secondo ed un terzo posto e la
strada per Hakkinen si fece apparentemente ancora più in discesa
quando nel Gran Premio di Gran Bretagna uno sfortunato incidente
tolse di mezzo per buona parte della stagione il ferrarista Michael
Schumacher.
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| Hakkinen sulla Mclaren n°1 nel 1999 |
Fu proprio l'incidente del tedesco a rappresentare
l'inizio del crollo in classifica del finlandese che si ritirò a
Silverstone e fu costretto a rimontare dall'ultimo posto nella gara
successiva in Austria a seguito di un contatto nel corso del primo
giro con il suo compagno di squadra Coulthard, nel Gran Premio che
rilanciò le quotazioni dell'altro pilota della Ferrari Eddie Irvine,
sul quale la scuderia di Maranello concentrò tutte le sue attenzioni
fino al termine della stagione. Un terribile incidente (fortunatamente senza
conseguenze per il finlandese) nel Gran Premio successivo in Germania
causato dal dechappamento della gomma posteriore sinistra a fronte
della seconda vittoria consecutiva dell'irlandese Irvine accorciò
ulteriormente il divario in classifica con la Jordan di Frentzen a
coprire il ruolo di terza incomoda. Hakkinen riuscì a rialzarsi di nuovo con la vittoria
nel seguente Gp d'Ungheria e con il secondo posto nel Gp del Belgio
(dietro il suo compagno Coulthard) portandosi di nuovo in testa alla
classifica con un punto di vantaggio su Irvine.
Nel Gran Premio d'Italia però un suo errore sul
rettilineo ne provocò un testacoda che lo mise fuori gara mentre era
in testa, mentre l'irlandese della Ferrari con il misero punticino
dato dal sesto posto riuscì di nuovo ad appaiarlo in classifica.
Storica l'immagine di Hakkinen dietro il guard rail accovacciato su
se stesso in lacrime per l'errore che rischiò di pregiudicare il suo
secondo titolo.
In un rocambolesco Gran Premio d'Europa sul circuito
del Nurburgring il finlandese si classificò al quinto posto, mentre
il suo rivale, attardato da una lunghissima sosta ai box in cui i
suoi meccanici clamorosamente non riuscirono a trovare per lungo
tempo la ruota posteriore destra, arrivò soltanto in settima
posizione fuori dalla zona punti.
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| Hakkinen conferma il titolo nel 1999 |
In Malesia rientrò dopo una pausa di 6 gare il
tedesco Michael Schumacher che subito conquistò la pole dichiarando
fin dal sabato la sua intenzione di aiutare Irvine nella lotta per il
titolo, cosa che puntualmente fece il giorno successivo, cedendo il
primo posto all'irlandese e scortandolo fino al traguardo resistendo
agli attacchi di Hakkinen, che si trovò alla vigilia dell'ultimo
appuntamento del Mondiale in Giappone distanziato di 4 punti in
classifica sul ferrarista.
Per il secondo anno consecutivo il Giappone vide il
dominio incontrastato della Mclaren del 'finlandese volante' che si
aggiudicò gara e titolo davanti ai due ferraristi con Schumacher a
precedere Irvine che venne superato di nuovo in classifica vedendo
sfuggire il titolo per soli 2 punti, 76 contro 74.
Più sfortunata per il finlandese fu la stagione
seguente che dopo tre gare si ritrovò con 24 punti in meno rispetto
a Schumacher vincitore di tutti e tre gli appuntamenti. Hakkinen non
si diede per vinto inanellando una serie di 12 risultati utili
consecutivi che gli permisero non solo di raggiungere il rivale ma
addirittura di superarlo in classifica. Vinse infatti i Gran Premi di Spagna, Austria,
Ungheria e Belgio oltre a sei secondi, un quarto ed un sesto posto
mentre il rivale riuscì ad aggiudicarsi solo le gare sui circuiti
del Nurburgring e Montreal ritirandosi per ben 4 volte di cui 3
consecutive. Nel Gran Premio del Belgio poi il finlandese realizzò
la sua più grande impresa in questo sport, superando nel corso degli
ultimi giri il suo rivale attaccandolo mentre si apprestava a
doppiare la BAR del brasiliano Ricardo Zonta sul rettilineo del
Kemmel.
Nelle due gare successive in Italia e Stati Uniti la
Ferrari ritrovò competitività vincendo in entrambe le occasioni con
Hakkinen che riuscì a difendersi solo a Monza, mentre sul circuito
di Indianapolis dovette cedere alla furia del tedesco per la rottura
del propulsore Mercedes.
In Giappone si decise per la terza volta consecutiva
il Mondiale, con Schumacher che grazie alla tattica perfetta di Ross
Brawn riuscì a superare il finlandese nel corso dell'ultima serie di
pit stop regalando alla sua scuderia quel titolo piloti che mancava
dal lontano 1979, mentre Hakkinen dovette accontentarsi di un altro
secondo posto. Nell'ultimo Gran Premio della stagione in Malesia
complice uno stop&go inflittogli per aver anticipato la partenza,
il finlandese non potè fare meglio del quarto posto ottenendo come
consolazione il giro più veloce della gara. Mika Hakkinen concluse il 2000 con 89 punti, 19 in
meno del Campione del Mondo Michael Schumacher, al suo terzo titolo
iridato dopo i due conquistati nel 1994 e 1995 al volante della
Benetton.
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| Gp USA 2001: L'ultima vittoria di Hakkinen |
In occasione del Gran Premio di Monza, concluso con
l'ennesimo ritiro, il finlandese annunciò alla stampa la sua volontà
di fermarsi per un anno per potersi dedicare alla sua famiglia, per
poi decidere tranquillamente il suo futuro. Al suo posto la Mclaren annunciò l'ingaggio del
connazionale Kimi Raikkonen proveniente dalla Sauber.
Concluse la sua ultima gara in carriera al quarto
posto in Giappone, toccando quota 37 punti che lo relegarono al
quinto posto nella classifica finale alle spalle dei due ferraristi,
del compagno di squadra Coulthard e del fratello del Kaiser Ralf
Schumacher.
Anni successivi
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| Hakkinen impegnato nel DTM nel 2005 |
Fu quindi confermato anche per il 2006, ma l'annata
fu leggermente più deludente della precedente e per Hakkinen
arrivarono solo 4 piazzamenti a punti con 3 podi (due terzi e un
secondo posto) che lo fecero scendere di un posto nella classifica
finale con 25 punti.
Nella sua ultima stagione agonistica il finlandese
ebbe una leggera ripresa, qualificandosi spesso in prima fila e
artigliando ben due vittorie sul circuito del Mugello e del Lausitz,
ma la sfortuna lo colpì in molte altre gare consentendogli di
arrivare ai punti in altre due occasioni terminando l'annata
all'ottavo posto con 22 punti. Alla fine del 2007 Hakkinen annunciò
il suo ritiro definitivo dalle corse.
Contemporaneamente al suo ritorno nella categoria
DTM, si alternarono diverse voci di un probabile ritorno del
'finlandese volante' in F1. Oltre al già citato contatto con la
Williams nel 2004 per sostituire Juan Pablo Montoya prossimo a
trasferirsi in Mclaren nella stagione successiva, fu lo stesso team
di Woking a organizzare un test alla fine del 2006 ma la lunga
inattività portò Hakkinen ad essere molto meno competitivo
dell'inglese Lewis Hamilton che fu in seguito annunciato come secondo
pilota della scuderia di Ron Dennis per il 2007.Dopo l'anno sabbatico
di Häkkinen e pensionamento successivo, voci di un suo ritorno sono
stati segnalati in diverse occasioni. Häkkinen era legato alla
Williams nel corso della stagione 2004 a causa di Montoya andare alla
McLaren-Mercedes l'anno successivo.
Il 14 ottobre 2013 conquistò la sua ultima vittoria da pilota, imponendosi a Zhuhai in coppia col diciassettenne Matt Salomon al volante della Mercedes SLS GT3, in una gara valevole per il Campionato GT Asia Series. Il 16 marzo 2017 torna in Formula 1 nel ruolo di ambasciatore in un team Mclaren in piena crisi, lontano dai successi degli anni '90.
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| Hakkinen testa la Mclaren nel 2006 |
Il 14 ottobre 2013 conquistò la sua ultima vittoria da pilota, imponendosi a Zhuhai in coppia col diciassettenne Matt Salomon al volante della Mercedes SLS GT3, in una gara valevole per il Campionato GT Asia Series. Il 16 marzo 2017 torna in Formula 1 nel ruolo di ambasciatore in un team Mclaren in piena crisi, lontano dai successi degli anni '90.















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