Benetton Formula



La scuderia Benetton è stato un team italiano che ha militato in Formula 1 dal 1986 al 2001 di Formula 1. Fondato dalla famiglia Benetton di Treviso, salì agli onori della cronaca nella prima metà degli anni 90, vincendo con Michael Schumacher due mondiali piloti e un mondiale costruttori nel 1995.


Storia

L'entrata nel mondo delle corse

La Benetton entrò nel mondo delle corse nel 1983 come sponsor del pilota Michele Alboreto che correva sulla Tyrrell. L'anno successivo col passaggio del pilota italiano alla Ferrari, la Benetton diede il suo sostegno all'Alfa Romeo.

La Tyrrell 1983 sponsorizzata dalla Benetton

Dopo aver rilevato le due scuderie minori Toleman (nella quale corse Ayrton Senna nel 1984) e Spirit, fondò un proprio team con l'idea di pubblicizzare i propri marchi tessili attraverso la Formula 1.
Nacque quindi la Benetton Formula.

Collaborazione con la BMW (1986)

Il 1986 fu l'anno di debutto della Benetton. I piloti erano Teo Fabi, proveniente dalla Toleman, e Gerhard Berger; il motore era il 4 cilindri turbo BMW. La licenza automobilistica era fornita dalla Gran Bretagna.
L'inizio fu buono, con 8 punti nelle prime tre gare, merito anche di un podio ottenuto nel Gran Premio di Imola con l'austriaco Berger.

Dopo una lunga crisi dovuta soprattutto all'inaffidabilità del motore BMW, la Benetton iniziò dal gran premio d'Austria a migliorare i propri risultati con l'italiano Fabi che ottenne la pole position e Berger che riuscì a rimanere a lungo in testa alla gara prima che un calo di pressione del motore lo face scivolare fino in settima posizione.


Gerhard Berger vince in Messico il primo GP per la Benetton


Tre settimane più tardi si ripetè lo stesso risultato a Monza, con Fabi sempre in pole e con Berger che condusse la
gara fino a quando fu costretto a rientrare ai box perdendo un giro e terminando la gara in quinta posizione.
Tutti preludi del primo successo che arrivò lo stesso anno in Messico grazie all'austriaco e all'efficienza delle gomme Pirelli.




Il team chiuse quindi la stagione in 6° posizione nella classifica costruttori con 19 punti conquistati e due podi.


Collaborazione con la Ford(1987-1994)

1987

Nel 1987 Berger abbandonò la Benetton per la Ferrari e venne sostituito dal belga Thierry Boutsen, proveniente dall'Arrows.
Il motore era un V6 Turbo fornito dalla Ford con cui la Benetton avviò una collaborazione che sarebbe perdurata fino al 1994. Il team cambiò anche la fornitura di pneumatici passando dalla Pirelli alla Goodyear.
Il team cominciò ad arrivare a punti con più regolarità, ottenendo a fine anno 28 punti e migliorandosi di una posizione nella classifica costruttori, merito anche di due podi (uno a testa per Fabi e Boutsen) conquistati in Austria e nella gara conclusiva di Adelaide, in Australia.


1988

Per il 1988 venne confermato il belga e al posto di Fabi, tornato a correre negli States, il team annunciò l'ingaggio del promettente italiano proveniente dalla Minardi Alessandro Nannini.

Thierry Boutsen al volante della B188

La scuderia abbandonò la motorizzazione turbo per passare a un V8 aspirato sempre di provenienza Ford; fu un'ottima stagione nel suo complesso con le Benetton che giunsero con regolarità nei primi posti lottando con Williams e Ferrari alle spalle delle inarrivabili Mclaren Mp4/4 guidate da Alain Prost e Ayrton Senna che conquistarono 15 vittorie su 16 gran premi.
Tuttavia Nannini e Boutsen non sfigurarono ottenendo ben 7 terzi posti (due con Nannini e cinque con Boutsen), che permisero alla Benetton di classificarsi terza nella classifica costruttori con 39 punti, dietro solamente alla Ferrari e alla Mclaren, prima con 199 punti.


1989

Nel 1989 Boutsen salutò Nannini e la Benetton diventando pilota Williams. Al suo posto venne ingaggiato l'inglese Johnny Herbert, ancora convalescente dopo un grave incidente in F.3000 nel 1988.

Tuttavia Herbert riuscì nonostante portasse ancora le stampelle a classificarsi 4° nel primo appuntamento del mondiale in Brasile davanti a Nannini giunto sesto. Dopo 6 gran premi però i problemi di Herbert si fecero ancora sentire e le polemiche tra i capi del team Peter Collins e Flavio Briatore portarono all'allontanamento del primo e del suo pilota di riferimento Herbert dalla scuderia.

Emanuele Pirro impegnato a Spa nel 1989

Al suo posto arrivò l'ex tester Mclaren nel 1988 Emanuele Pirro, e Nannini divenne quindi primo pilota.
L'italiano ex Minardi si comportò molto bene, raccogliendo quattro podi, di cui due terzi posti, un secondo e
una vittoria nel controverso Gran Premio del Giappone, ottenuta grazie alla squalifica del brasiliano Ayrton Senna per il taglio di una chicane.



Il team italiano che correva ancora con licenza britannica confermò i 39 punti dell'anno precedente, scendendo però di un posto nella classifica costruttori, scavalcato dalla Williams di Patrese e dell'ex Boutsen.


1990

Nel 1990 arrivarono Nelson Piquet proveniente dalla Lotus con un contratto legato ai punti conquistati e il progettista inglese John Barnard soprannominato “il genio”.

Con l'innesto di questi due personaggi di spicco del Circus la Benetton crebbe ulteriormente, con il brasiliano che addirittura riuscì a vincere gli ultimi due appuntamenti del Mondiale in Giappone e in Australia.


Nelson Piquet, vincitore di due Gp nel 1990
Nella gara di Suzuka addirittura ci fu la prima doppietta nella storia della Benetton con Piquet che precedette il suo connazionale Roberto Moreno, proveniente dalla Eurobrun e che sostituì Alessandro Nannini nelle
ultime due gare della stagione a seguito dell'incidente in elicottero che provocò per il promettente pilota italiano (che aveva firmato un rinnovo del contratto rifiutando l'offerta della Ferrari) l'amputazione del braccio.



Sia la scuderia che il suo pilota di punta Nelson Piquet chiusero la stagione al terzo posto in entrambe le classifiche. La Benetton riuscì a migliorare ancora il suo punteggio finale portandosi a 71 punti, merito delle due vittorie ma anche degli altri 6 podi conquistati durante la stagione.

1991

Venne confermata la coppia brasiliana Piquet-Moreno anche per il 1991. La B191, gommata di nuovo dalla Pirelli non era al livello della vettura precedente.

Inoltre, l'abbandono di John Barnard a metà stagione ne causò un interruzione nello sviluppo.
Arrivò un'ulteriore e fortunosa vittoria per Piquet nella garadel Canada, grazie al ritiro durante l'ultimo giro di Mansell, che convinto di aver vinto abbassò il numero di giri della vettura facendola spegnere e quindi ritirandosi. Questa fu l'ultima vittoria per la Pirelli prima del ritorno come fornitore unico nel 2011.

Nelson Piquet vince in Canada l'ultimo Gp della sua carriera

A fronte di un bellissimo debutto sulla Jordan nel Gran Premio del Belgio 1991 sul circuito di Spa Francorchamps del giovane tedesco Michael Schumacher, il team principal Flavio Briatore notte tempo siglò un contratto girando Roberto Moreno al team irlandese e assicurandosi il talento del pilota di Kerpen già dal gran premio successivo.

I due piloti negli ultimi cinque gran premi della stagione arrivarono per tre volte a testa nei punti, permettendo al team di chiudere l'anno con il quarto posto nella classifica costruttori con 38,5 punti.


1992

Piquet si ritirò dalla Formula 1 al termine del 1991, lasciando i blasoni del capitano a Michael Schumacher. Come secondo pilota Briatore scelse Martin Brundle proveniente da una Brabham che ormai si avviava verso il fallimento.

Giunsero quell'anno i progettisti Rory Byrne e Ross Brawn. La fornitura dei pneumatici passò dalla Pirelli alla Goodyear.

Michael Schumacher sulla B192


La B192 fu un'ottima macchina e i risultati lo confermarono fin dalle prime gare della stagione con Schumacher capace di ottenere tre podi nelle prime quattro gare della stagione.
Il tedesco riuscì a vincere il suo primo gran premio in Formula 1 sulla pista di Spa-Francorchamps e si mantenne ad un livello molto alto per tutta la stagione lottando ad armi pari con Senna, Berger e Patrese per il secondo posto nel mondiale piloti.




Alla fine fu l'italiano della Williams a spuntarla, anche se il pilota tedesco riuscì a mettersi alle spalle il brasiliano della Mclaren, nonostante le tre vittorie che Senna raccolse a Montecarlo, Italia e Ungheria.

La Benetton grazie anche alle buone prestazioni del gregario Brundle ottenne ben 92 punti giungendo a punti in tutti le gare e conquistando ben 13 podi, di cui una vittoria, quattro secondi posti e 8 terzi posti, riconquistando il terzo posto nella classifica costruttori.


1993

Nel 1993 il team anglo-italiano ottenne una fornitura esclusiva di motori dalla casa Ford, di cui la Mclaren disporrà soltanto dopo il gran premio di Gran Bretagna, il che provocherà una polemica tra Senna e Briatore che andò avanti nel corso di quasi tutta la stagione.

La scuderia si mantenne sui livelli della stagione precedente, ma i progressi tecnici furono particolarmente lenti: il controllo di trazione non fu introdotto che da metà stagione.

Riccardo Patrese

Arrivò proveniente dalla Williams dominatrice del 1992 l'italiano Riccardo Patrese alla sua ultima stagione di Formula 1.





Schumacher conquistò ben nove podi nel corso della stagione tra cui una vittoria nel Gran Premio del Portogallo sul circuito dell'Estoril.

La Benetton confermò per il secondo anno consecutivo il terzo posto nella classifica costruttori con 72 punti e 11 podi.


1994

Nel 1994, in una stagione tragica, che vide anche la morte di Ayrton Senna, la Benetton si presentava con il modello B194 dotato del competitivo motore Ford Zetec-R.
La Benetton partì molto bene vincendo 6 delle prime 7 gare con il tedesco Michael Schumacher, che dopo il gran premio di Francia possedeva ben 40 punti in più del suo rivale, il compagno di squadra di Ayrton Senna, Damon Hill.

Schumacher sulla B194

Dopo questo gran premio però cominciarono una serie di squalifiche per Schumacher, dovute al sorpasso ai danni di Damon Hill durante il giro di ricognizione e il mancato rispetto della penalità di stop & go comminatagli dalla direzione gara, e alla successiva esclusione dalla classica nel gp del Belgio per un'irregolarità nel fondo della vettura.
Per Hill fu la manna caduta dal cielo, e l'inglese ne approfittò nella seconda parte della stagione per recuperare tutto lo svantaggio portandosi a un solo punto di distacco prima della gara di Adelaide, ultima prova del mondiale.


La collisione tra Michael Schumacher e Damon Hill


Si arrivò alla gp di Australia (che fino al 1995 si è corso sul circuito di Adelaide), con entrambi i titoli in palio; durante la corsa però una collisione tra i due alfieri della classifica mise fuori i due rivali terminando così i
giochi per l'iride e consegnando il mondiale piloti a Michael Schumacher, il primo della sua carriera in Formula 1.




Il titolo costruttori però venne conquistato dalla Williams per 15 punti nonostante le 8 vittorie ottenute da Schumacher in stagione, anche perchè le prestazioni degli altri piloti (JJ Lehto, Jos Verstappen e Johnny Herbert che si alternarono al volante della seconda Benetton durante la stagione) non furono all'altezza di quelle del tedesco.
Flavio Briatore acquisì il controllo del team francese Ligier, con l'intento di girare la fornitura Renault (che alimentava le Williams) alla Benetton, cosa che sarebbe avvenuta nell'anno successivo.


Collaborazione con Renault (1995-1997)

1995

Il 1995 fu un anno più facile per il team anglo-italiano, potendo beneficiare di un V10 Renault tale e quale a quello dei rivali.

La B195 motorizzata Renault

La B195 progettata da Byrne e Ross Brawn era un'ottima vettura e Schumacher migliorò ulteriormente il suo punteggio eguagliando il record di vittorie in stagione stabilito da Nigel Mansell nel 1992, aggiudicandosi grazie a questi risultati la vittoria del mondiale con una gara di anticipo, sul circuito di Aida, nel Gran Premio
del Pacifico.





Anche il compagno di squadra Johnny Herbert riuscì a vincere due gran premi a Silverstone e a Monza e arrivando dietro a Schumacher nella gara di Spagna, mettendo a segno una doppietta

La Benetton vinse il titolo costruttori con ben 137 punti, frutto di 11 vittorie su 17 corse, ma alla fine dell'anno dovette rinunciare a Michael Schumacher che accettò l'offerta di andare in Ferrari, che girò i suoi due piloti Jean Alesi e Gerhard Berger.


1996

Nel 1996 comincerà la lenta ma inesorabile parabola di declino del team Benetton, che da quell'anno corse con licenza italiana.

Jean Alesi sulla B196

La B196 fu una buona macchina, ma non in grado di poter duellare ad armi pari con la Williams, che quell'anno dominò il mondiale consentendo a Damon Hill di aggiudicarsi l'iride nell'ultima gara di Suzuka ai danni del suo compagno Jacques Villeneuve (arrivato dagli States al posto di David Coulthard, passato alla Mclaren).

Tuttavia la nuova coppia Alesi-Berger raccolse in 14 gare su 16 piazzamenti a punti, seppur senza raccogliere vittorie, ma con ben dieci podi che la issarono al terzo posto nella classifica costruttori con 68 punti, due in meno della Ferrari.


1997

La B197 fu l'ultima vettura a disporre del motore Renault prima del suo rientro come costruttore nel 2001. La coppia di piloti fu confermata, ma la Benetton dal canto suo dovette salutare l'abbandono di tutte le pietre miliari dei successi ottenuti nel 1994, 1995.

Alex Wurz impegnato nel Gp di Silverstone





A suon di milioni infatti la Ferrari terminò l'opera acquistando Ross Brawn, Nigel Stepney e Rory Byrne. Solo Briatore rimase fedele al team della famiglia di Treviso.








Comunque difficoltà tecniche a parte la Benetton riuscì a confermare il terzo posto nella classifica costruttori con un punto in meno rispetto all'anno precedente, ma ottenendo con Gerhard Berger, di rientro dopo tre gran premi in cui fu sostituito da Alexander Wurz, l'ultima vittoria nella storia del team nel Gran Premio di Germania, sul circuito di Hockenheim.

L'ultima vittoria di Berger e della Benetton nel Gp di Germania 1997

Verso la fine della stagione, Briatore fu allontanato per far posto al Manager proveniente dalla squadra Subaru di Rally, David Richards.


Passaggio ai motori Playlife (1998-2000)

1998

L'anno successivo in Benetton, come in Williams, si visse una stagione di transizione. Cambiarono i piloti, con la promozione a titolare di Alexander Wurz e l'acquisto dell'italiano Giancarlo Fisichella al posto di Jean Alesi passato alla Sauber e di Gerhard Berger, che si era ritirato dalla Formula 1.

Fisichella sulla B198

Causa di questo fu l'abbandono della Renault dalla F1: i suoi motori vennero passati alla Mecachrome che li
distribuì a Williams e Benetton; quelli della scuderia anglo-italiana furono ribattezzati Playlife, dal nome di uno dei marchi del gruppo Benetton.






Le prestazioni della stagione precedente non furono però eguagliate: dei due piloti solo Giancarlo Fisichella arrivò sul podio in 2 occasioni, mentre il compagno Wurz solo a cogliere piazzamenti in zona punti.

A fine stagione la squadra giunse quinta nel campionato costruttori, battuta da McLaren, Ferrari, Williams e Jordan. A ottobre, anche David Richards se ne andò, e al suo posto fu assunto Rocco Benetton.


1999

Per il 1999, la società di Flavio Briatore acquistò i motori Mecachrome (che ridenominò Supertec) e i relativi diritti di distribuzione. I Supertec della Benetton erano ancora denominati Playlife.
Alex Wurz per il secondo anno pilota Benetton

La squadra visse una stagione negativa; arrivo solo un secondo posto nel Gran Premio del Canada con Giancarlo Fisichella e pochi altri piazzamenti in zona punti, che fecero superare la Benetton anche dalla Stewart, retrocedendola così al sesto posto finale con 16 punti.


2000

All'inizio della stagione, arrivò l'annuncio che la scuderia era stata venduta alla Renault. La nuova proprietà riportò Flavio Briatore nel ruolo di direttore sportivo.

Fisichella sulla Benetton nel 2000
La coppia dei piloti era formata per il terzo anno consecutivo dall'austriaco Wurz e dall'italiano Fisichella.
I due raccolsero 20 punti, risalendo di due posizioni la classifica per merito anche dei tre podi, un secondo e
due terzi posti conquistati dal giovane pilota di Roma.


L'ultimo anno con Renault (2001)

Il 2001 fu l'ultimo anno di attività della Benetton, che cacciò Wurz e affiancò a Fisichella con l'inglese proveniente dalla Williams e futuro campione del mondo Jenson Button.
Il ritorno ai propulsori francesi Renault non fu molto positivo, il team era in evidente crisi tecnica e in alcuni casi i due alfieri furono costretti a lottare per le ultime posizioni con la Minardi di un sorprendente Fernando Alonso.

La B201, ultima vettura Benetton
La Benetton raccolse solo un terzo posto a Spa, racimolando solo 10 punti a fine stagione e scivolando dal 4° al 7° posto della classifica costruttori.


Fine della Benetton e rinascita come Renault

Nel febbraio 2002, la Renault rilevò la licenza del team, facendo quindi sparire dal Circus il team anglo-italiano, che con il suo spirito innovativo aveva saputo farsi conoscere al grande pubblico.
Curioso il fatto che sia la prima che l'ultima vittoria di questa scuderia coincidano con la prima e l'ultima del pilota austriaco Gerhard Berger.
La Renault riuscì in seguito a vincere due mondiali piloti con Fernando Alonso e costruttori nel 2005 e nel
2006, battendo Mclaren e Ferrari.




Risultati in Formula 1:

La B195, la più vincente delle auto Benetton
Campionato Piloti: 2 (1994, 1995 con Michael Schumacher)
Campionato Costruttori: 1 (1995 con Schumacher e Herbert)
Gran Premi Disputati: 260
Gran Premi Vinti: 27
Pole Position: 16
Giri Più Veloci: 36
Primo Gp Disputato: Gran Premio del Brasile 1986
Ultimo Gp Disputato: Gran Premio del Giappone 2001

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